Processo della Risiera di San Sabba, Trieste 1976

In occasione di Yom ha-Shoà, gli avvocati Alberto Kostoris  e  Bogdan Berdon hanno parlato del “Processo della Risiera di San Sabba, Trieste 1976” in sede ADEI-WIZO mercoledì 3 aprile.

L’avvocato Alberto Kostoris, figlio di Sergio Kostoris z.l., uno degli avvocati coinvolti nel processo, ha cominciato illustrando la nascita del processo da parte del dott. Serbo e si sofferma sul perché aspettare tanto tempo, 30 anni, da quando i fatti sono accaduti ed evidenziando che comunque gli imputati non sarebbero stati estradati dalla Germania.

Il processo non poteva essere fatto al nazismo o al fascismo ma alla responsabilità personale di Joseph Oberhauser e Dietrich Allers.

Innanzitutto si doveva decidere quale era la giurisdizione che li doveva giudicare tra il tribunale di Trieste e il tribunale militare di Padova. Per far si che il processo si svolgesse  a Trieste si dovevano affrontare i reati come non militari.  Una volta assegnato il processo a Trieste, per l'istruttoria vengono ascoltati 174 testimoni che ricordarono i fatti atroci, le uccisioni e il forno crematorio.

Il 29 aprile 1976 la Corte emise la sentenza: il procedimento contro Dietrich Allers venne dichiarato nullo per avvenuta morte dell'imputato, mentre Joseph Oberhauser fu condannato all'ergastolo in contumacia. La condanna venne confermata dalla Corte d'Appello nel 1978.

L’avvocato Bogdan Berdon che in prima persona è stato uno degli avvocati coinvolti nel processo, lo giudicava sotto vari aspetti, facendo notare l’importanza che esso ha avuto soprattutto per la memoria e la documentazione dei fatti accaduti e criticava la negazione dei fatti tragici accaduti alla Risiera, ad Auschwitz e alla Shoà in generale.

Infine l’avv. Alberto ha letto il testo dell’arringa conclusiva del padre,  avv.Sergio Kostoris.

 

Una piccola cronistoria:

Il processo per i crimini compiuti alla Risiera di San Sabba, nel periodo di occupazione nazista dal settembre 1943 all’aprile 1945, venne celebrato presso il tribunale di Trieste tra  febbraio e aprile 1976 e fu un evento molto rilevante: si svolse dopo un lungo periodo di silenzio giudiziario sui crimini nazisti in Italia, che avevano avuto una prima sanzione nei procedimenti contro Herbert Kappler (Roma 1948) e contro Walter Reder (Bologna 1951).

L’azione giudiziaria avviata dalla Corte d’Assise di Trieste nel 1976 contribuì a fare chiarezza sui crimini commessi dall’occupante tedesco, nella Zona di Operazione Litorale Adriatico (che era stata annessa al 3° Reich), nei confronti sia della resistenza partigiana che di ebrei in attesa della deportazione verso i campi di sterminio, nonché contro persone completamente estranee a qualsiasi attività antitedesca.

Il processo per i crimini commessi alla Risiera di San Sabba iniziò il 16 febbraio 1976 davanti alla Corte d'Assise di Trieste presieduta da Domenico Maltese; giudice a latere fu Vincenzo D'Amato, pubblico ministero Claudio Coassin. Gli avvocati coinvolti nel processo furono 30, in rappresentanza di 60 parti civili.

I due imputati non poterono venire estradati dalla Germania dato che gli accordi italo-tedeschi prevedevano l'estradizione solo per i delitti commessi dopo il 1948, a parte il fatto  che  August Dietrich Allers era morto nel 1975. L’altro, Joseph Oberhauser, continuò invece a vivere tranquillo a Monaco di Baviera, lavorando in una birreria fino alla morte avvenuta nel 1979. Davanti alla Corte sfilarono 174 testimoni, sopravvissuti alla Risiera di San Sabba o parenti delle vittime, costituitisi parte civile.

 

Livio Vasieri

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